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alessandro giamattei
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  • IL PARTO SPONTANEO ED IL TAGLIO CESAREO

 

Il termine deriva secondo i più dalla leggenda secondo cui Giulio Cesare sarebbe nato in questo modo.

Partendo dal dato statistico dell’incidenza dei parti espletati attraverso Taglio Cesareo in Italia (34%) ed in Campania (53%) si inquadra subito il problema ostetrico probabilmente più discusso del momento.

Se da un lato aumenta la richiesta di certezza del risultato, in quanto a salute materna e fetale, e quindi crescono le indicazioni al parto chirurgico, dall’altro è sempre più diffusa la paura delle donne per la sofferenza fisica legata al travaglio ed al parto spontaneo, la cosiddetta tocofobia.

Riguardo il primo punto il processo è ormai inevitabile e sembra che non si riesca a trovare soluzioni alla diffusione della cosiddetta “medicina difensiva”.

Riguardo invece il secondo punto, cioè la richiesta di non soffrire da parte della gestante, si sono fatti notevoli passi avanti.

Esiste la possibilità di praticare una anestesia del travaglio avanzato e del parto mediante:

 

1.    Analgesia perdurale Continua

2.    Agopuntura

 

1) Attraverso un catetere inserito nello spazio epidurale (l’accesso è attraverso un ago introdotto dalla schiena, a livello delle vertebre lombari) si instilla ad intervalli di 2-3 ore un anestetico locale (Bupivacaina).

Questo tipo di anestesia richiede specifica preparazione da parte del ginecologo e dell’anestesista. Se praticato da medici esperti riduce dell’80% il dolore provocato dalle contrazioni uterine, permettendo alla gestante di utilizzare i muscoli del torchio addominale e collaborare attivamente nella fase espulsiva del feto.

 

2) La tecnica dell’Agopuntura prevede l’introduzione di aghi sottilissimi in punti precisi indicati dalla antica medicina orientale, al polso ed alle gambe della gestante.

Questo tipo di stimolazione riesce a ridurre notevolmente il dolore all’addome ed alla schiena durante il travaglio e contemporaneamente a facilitare, velocizzandolo, il processo di dilatazione del collo uterino.

In definitiva attraverso l’agopuntura si riesce ad addomesticare il travaglio di parto fisiologico sia dal punto di vista del dolore che della sua dinamica.

 

Psicoprofilassi del dolore da parto:

 

Il parto è un evento carico di significato, vissuto da ogni donna come una grande prova da affrontare.

La  sofferenza è ovviamente temuta perché contiene la paura del “non farcela”.

Il dolore del parto, più di ogni altro dolore, riporta all’origine, a questioni filogenetiche ed esistenziali dimenticate.

Le varie tecniche di preparazione al parto cercano di individuare metodologie che più che puntare ad eliminare il dolore, portino ad un adattamento innalzandone la soglia individuale di percezione.

Lo stato di rilassamento fisico, la conoscenza del proprio corpo, la tranquillità emotiva, la continuità della percezione della propria persona , inserita in un processo non distruttivo ma al contrario generativo, sono tutti fattori di innalzamento della soglia di sensibilità al dolore ed è proprio sulla valorizzazione e il potenziamento di questi aspetti che si lavora per” preparare” al parto.

Al tempo stesso gli stati emozionali carichi di ansia solitudine, angoscia sono causa di abbassamento dlla soglia di percezione con conseguente aumento della sensibilità al dolore.

 

 

  • STERILITA’

 

Alcuni dati statistici diffusi dall’OMS ci danno subito l’idea dell’entità di questo problema.

-         Solo il 20% delle coppie in cerca di concepimento realizzano in un determinato mese il proprio desiderio riproduttivo.

-         Circa il 90% delle coppie riesce ad ottenere una gravidanza durante un anno di rapporti liberi non protetti.

-         Nel mondo circa il 10% delle coppie ha problemi di infertilità.

 

 

Le cause possono essere femminili, maschili, associate, sconosciute.

Il percorso diagnostico di primo livello delle coppie dopo 1 anno di rapporti liberi non protetti è:

per la donna:

·        Consultazione specialistica multidisciplinare

·        Indagini colturali per individuare fattori infettivi

·        Indagini ormonali

·        Valutazione della pervietà tubarica (ISG – Isterosonosalpingografia)

·        Valutazione della pelvi (laparoscopia + CSG e/o Isteroscopia)

 

Per l’uomo:

·        Esame clinico

·        2 esami successivi del liquido seminale

·        Esami ormonali

·        Esami di II e III livello dei casi selezionati

 

Le tecniche di Riproduzione Assistita a nostra disposizione si dividono in tecniche a bassa e alta tecnologia.

 

Bassa tecnologia:

·        Induzione multipla dell’ovulazione e rapporti mirati

·        Inseminazione endouterina con o senza induzione multipla dell’ovulazione

Alta tecnologia:

·        FIVET, o fecondazione in vitro e trasfer embrionario

·        ICSI, o microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo

·        GIFT, o trasfer intratubarico dei gameti

·        ZIFT, TET, o trasfer intratubarico di zigoti o embrioni.

 

Ciò che di nuovo si può fare per la coppia afflitta da problemi di sterilità è di evitare di inserirla in gruppi di “Colleghi” che seguono lo stesso iter doloroso. In altri termini evitare di trattare le coppie sfortunate come polli di allevamento, azzerando tutti insieme i cicli ovarici delle donne e seguendo protocolli “In batteria” di induzione farmacologia dell’ovulazione e così via.

La parola d’ordine è Personalizzare il programma di aiuto. Approfondire il più possibile singolarmente le problematiche esistenti e stabilire la terapia specifica più efficace, ma soprattutto meno dannosa.

La terapia srà senza dubbio la più efficace ed anche la meno traumatica per ogni singola coppia. Tutto questo richiede forse maggior tempo e impegno da parte dello specialista ma il vantaggio è indubbio in termini di risultati e di stress psicologico.

 

 

 

 

  • LA DIAGNOSTICA SPERIMENTALE

 

 

Ecografia

L’impiego degli ultrasuoni ha una storia recente, ma caratterizzata da un progresso rapidissimo.

Dall’esperienza del loro uso per fini bellici si è passati ai primi tentativi in medicina negli anni 50 e via via fino ad oggi con l’ecografia quadridimensionale e l’eco-color doppler.

E’ una metodica non invasiva, ripetibile e relativamente poco costosa; questo ha favorito lo sviluppo esplosivo della sua utilizzazione.

Il rischio da esposizione agli ultrasuoni è veramente basso, anche se ancora argomento di discussione, tenendo conto che la durata dell’esame e le metodiche utilizzate sono improntate alla massima prudenza.

La tecnica è per via transaddominale o, con sonda endocavitaria, per via endovaginale.

Ha applicazioni importanti nella diagnostica sia in ginecologia che in ostetricia con lo studio dello sviluppo fetale e dell’individuazione di eventuali anomalie.

Si raccomandano in gravidanza un esame ecografico nel primo trimestre,n particolare intorno alla 11ma settimana per lo screening delle cromosomopatie, poi alla 20-21ma settimana per lo studio morfologico del feto e quindi alla 30-31ma per la valutazione del suo accrescimento.

 

 

Amniocentesi

E’ una tecnica invasiva che consiste in un prelievo di liquido amniotico effettuato per via addominale tramite l’introduzione di unago in cavità amniotica.

Può essere precoce, nel secondo trimestre, o tardiva nel terzo trimestre.

La precoce ha come indicazioni: età materna avanzata, risultato positivo ai test di screening biochimici ed ecografici (traslucenza nucale, ossa nasali).

La tardiva è indicata prevalentemente per la determinazione della maturità polmonare fetale.

Possibili complicanze sono:

  • Intraoperatorie: emorragia endoamniotica

  • A breve termine: stillicidio ematico, perdita di liquido amniotico

  • A lungo termine: aborto spontaneo, parto pretermine

L’aborto spontaneo si realizzerebbe, dopo amniocentesi, dallo 0,1 al 5% dei casi a secondo dell’esperienza dell’operatore, all’epoca di esecuzione ed alle modalità di reclutamento delle pazienti.

In laboratorio poi, dal liquido amniotico vengono isolati gli amniociti e messi in coltura in camera sterile fino alla lettura del cariotipo su più popolazioni di cellule.

 

 

Funicolocentesi

E’ una tecnica diagnostica prenatale che permette il prelievo di sangue fetale mediante puntura del cordone fetale sotto guida ecografia. E’ una procedura oramai ambulatoriale che ha bassa percentuale di rischi e permette, rispetto all’amniocentesi, la determinazione più rapida del cariotipo fetale (72 ore) e la distinzione dei mosaicismi veri e pseudomosaicismi.

E’ indicata per la diagnosi prenatale di:

  • Emoglobinopatie
  • Coagulopatie
  • Malattie metaboliche
  • Infezioni (Toxoplasma, Rosolia, Citomegalovirus, Parvovirus)

 

Villocentesi

E’ una metodica invasiva per l’analisi genetica di anomalie cromosomiche, di malattie metaboliche o legate al DNA il cui maggior vantaggio rispetto all’amniocentesi è la precocità di esecuzione (10-12ma settimana).

Le indicazioni sono:

  • Età materna
  • Precedente figlio con anomalia cromosomica
  • Precedente figlio malformato
  • Alterazioni cromosomiche dei genitori
  • Malattie X Linked
  • Anomalie legate al DNA
  • Anomalie legate al metabolismo
  • Malattie infettive
  • Oligo/anidramnios
  • Anomalie fetali rilevate all’ecografia

 

La via di esecuzione può essere transaddominale o transcervicale.